Storia della Biblioteca

La Biblioteca di Area Agraria, già Biblioteca Centrale della Facoltà di Agraria, occupa l'elegante «anticamera avanti il quarto domestico di Sua Altezza» - così si legge sulla pianta del Canevari conservata nell'Archivio di Stato di Napoli.

Nel 1750 Carlo III di Borbone sistema nel «real sito di Portici» i bronzi, le derrate e i papiri ritrovati con gli scavi - costituendo l'Herculanense Museum - e crea i presupposti per quella attività di ricerca e di studio che nel 1755 dà origine alla Accademia Ercolanese.

Nel luglio 1871 la Provincia di Napoli acquista dal Demanio per L. 720.000 il Palazzo Reale di Portci e vi accoglie la Regia Scuola [poi Istituto] Superiore di Agricoltura, conservando quindi al Palazzo la destinazione di centro di studi. Dal 1935 la Scuola si è trasformata in Facoltà di Scienze Agrarie dell'Università di Napoli¹.

Alle origini della Scuola (1872) si ricollegano le origini della Biblioteca il cui patrimonio librario (volumi e periodici), sorto in seguito ai primi acquisti, ebbe un notevole incremento dovuto agli scambi di pubblicazioni con gli Enti di tutto il mondo tramite l'Annuario pubblicato dal 1878 al 1898, poi divenuto Annali della Regia Scuola Superiore d'Agricoltura in Portici (fino al 1935), infine Annali della Facoltà di Agraria di Portici (dal 1937 fino al 2004, anno in cui è terminata la pubblicazione degli Annali).

sala lettura

Fin dall'inizio fu assegnato alla Biblioteca il grande salone di m. 19,40 x 9,50 dal soffitto finemente decorato, antistante il Teatrino di Corte, già sala di ricevimento di Carlo III di Borbone, adibito a sala di lettura e deposito di opere singole; ad esso fu annesso, in seguito, una sala attigua di m. 15 x 9,50, che fino al 2016 ha svolto la funzione di archivio dei periodici (dal 2016 la sala è tornata nelle disponibilità del Dipartimento di Agraria). Già nel 1906 la Biblioteca della Scuola Superiore di Agricoltura che comprendeva 15.600 opere compresi 5.200 opuscoli e 150 periodici era definita da illustri studiosi la più importante del Regno, dopo quella del Ministero a Roma, per tutto ciò che riguardasse opere e pubblicazioni agrarie periodiche.

Negli anni successivi la Biblioteca si è arricchìta per l'importante dono, nel 1918, della Biblioteca Comes consistente in 1.757 volumi tra cui 181 di Miscellanee riguardanti diverse branche delle Scienze naturali e dell'Agricoltura, e, nel 1919, per il dono di 324 volumi, tra cui 12 di Miscellanee, della Biblioteca Baldassarre, del dono Ierna nel 1951 (375 volumi), del dono Bottini nel 1984 (67 volumi) e del dono Sarli nel 1998 (107 volumi).

Con il passaggio dell'Istituto Superiore dal Ministero dell'Agricoltura al Ministero della Pubblica Istruzione, era stato necessario procedere ad un nuovo inventario e, in quell'occasione, molti volumi passarono dalla Biblioteca di Facoltà alle Biblioteche dei vari Istituti che li caricarono sui propri inventari.

Valeria Mezzetti Bambacioni

Valeria Mezzetti Bambacioni

                                      

Nella seconda guerra mondiale molti locali della Facoltà furono occupati dagli Alleati per oltre due anni e in questo periodo andarono smarriti più di 2000 volumi.

Come per tutte le biblioteche universitarie italiane, la direzione della Biblioteca di Agraria fu retta da docenti della Scuola (poi Facoltà) dal momento della sua istituzione avvenuta negli anni 70 dell'800 e per quasi un secolo. Ciò avvenne attraverso l'istituto della Sovrintendenza: il Direttore della Scuola (e poi il Preside della Facoltà) nominava uno dei docenti come Sovrintendente della Biblioteca.

Dal 1955 al 1966 la Biblioteca fu retta in qualità di Sovrintendente dalla professoressa Valeria Mezzetti Bambacioni.

Intanto, dal 1950 la scaffalatura e gli armadi in legno, diventati del tutto vetusti e insufficienti, furono sostituiti completamente con scaffalature metalliche a due piani e si rese necessario un progetto di organizzazione e sistemazione di tutto il patrimonio librario.

Per l'attuazione di tale riordino, la dott.ssa Guerriera Guerrieri, direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, aderendo alla richiesta della prof.ssa Valeria Mezzetti, soprintendente della Biblioteca della Facoltà di Agraria e titolare della Cattedra di Botanica, le presenta la dott.ssa Marina Guardati, esperta in biblioteconomia, indicandola come la persona a cui affidare l'organizzazione dell'ingente patrimonio librario della biblioteca.

Il 16 giugno 1959 inizia il lavoro di bibliotecaria della Guardati, che presenta il suo programma di lavoro che verrà accettato e che consiste nel rifacimento dei cataloghi per autori, per materia e topografico dei 17.868 volumi e opuscoli della Biblioteca, adottando per il catalogo per materia la Classificazione Decimale Dewey, già in uso nelle biblioteche degli Stati Uniti d'America e in molti Stati europei, ma in Italia usata soltanto dalla Biblioteca Nazionale di Firenze ea Napoli dalla piccola biblioteca americana dell'USIS (United States Information Service), allora sita in via Medina.

 

Marina Guardati

Marina Guardati

Per attuare la complessa catalogazione per materia secondo la CDD la Guardati dovette preliminarmente svuotare le scaffaluture dell'intero salone, avvalendosi della presenza di tre ausiliari assegnati alla biblioteca (De Girolamo, Lavezza, Petriccione); inoltre, consultò spesso gli Assistenti e i Professori della Facoltà (in primis oltre alla Mezzetti, Ermenegildo Tremblay, Emilia Santoianni, Augusto Graziani) per evitare errori nell'attribuzione dell'esatto codice Dewey da attribuire ad una determinata opera. Questo enorme lavoro di rifacimento dei cataloghi per materia, per autori e topografico si completerà nel 1965: la Facoltà approva il lavoro e inserisce la sua relazione, unita a quella della Mezzetti, negli Annali della Facoltà di Agraria (serie IV vol. I, 1966). È questa la prima attestazione dell'uso della CDD in una biblioteca napoletana.

Nel 1965 la Guardati, esaurito il lavoro di catalogazione, propone al Preside della Facoltà, prof. Ottaviano Bottini e alla Soprintendente prof.ssa Mezzetti di lavorare alla pubblicazione di un catalogo dei periodici vivi e estinti posseduti dalla Biblioteca e dagli Istituti della Facoltà. Il Catalogo dei periodici posseduti dalla Biblioteca e dagli Istituti della Facoltà viene stampato in 400 copie, con sua prefazione, e inviato a tutte le biblioteche di scienze agrarie esistenti (una seconda edizione porta la data del 1970): durante la sua Soprintendenza, la Mezzetti ha autorizzato l'acquisto di nuove riviste altamente specializzate, di livello internazionale, ed ha dato nuovo impulso agli scambi con gli Annali della Facoltà. Nel 1966 la Mezzetti lasciò l’insegnamento attivo (pur continuando a far parte del corpo accademico fino al 1971). Dopo la Mezzetti divenne Sovrintendente il Prof. Michele Cristinzio fino al novembre del 1970, quando fu sostituito in tale ruolo dal prof. Paolo Pizzolongo, anche se solo per pochissimi mesi.

Intanto con la Legge 3 novembre 1961, n. 1255 (Revisione dei ruoli organici del personale non insegnante delle Università e degli Istituti di istruzione universitaria e degli osservatori astronomici)  furono istituiti per la prima volta presso il Ministero della pubblica istruzione i ruoli dei bibliotecari e degli aiuto bibliotecari «per le biblioteche di Facolta' o Scuole, dei Seminari e degli Istituti scientifici» (art. 1, comma c, d). In particolare, fu istituita la carriera direttiva per il ruolo dei bibliotecari (art. 1, comma c). Grazie a questa legge, con Decreto ministeriale del 1971, Marina Guardati viene nominata Direttrice della Biblioteca Centrale della Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli.

Concluderà il suo lavoro di bibliotecaria con la schedatura delle 47 cinquecentine esistenti in Facoltà, con la schedatura particolare per i "libri rari" e chiederà il pensionamento anticipato in base all'art. 42 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, pensionamento che materialmente avverrà poi nel giugno del 1977, dichiarando la propria gratitudine alla Facoltà e alla prof.ssa Mezzetti per aver potuto lavorare per 18 anni senza alcuna interferenza.

Dal 1977 la Biblioteca ha avuto come "Direttore incaricato" il prof. Ermenegildo Tremblay, titolare della Cattedra di Entomologia, a cui competeva il potere di firma su fatture, lettere e fogli di presenza, ma nel corso degli anni successivi si arrivò ad un graduale passaggio di consegne alla aiuto bibliotecaria principale, Olimpia Petriccione, fino alla sua definitiva nomina a Direttore della Biblioteca, avvenuta nel marzo del 1982 e che durerà fino al pensionamento avvenuto il 31/5/2009. Sono gli anni dell'automazione: sarà la Petriccione a portare il catalogo delle monografie prima nel SAB (Sistema Automazione Biblioteche), poi nel Catalogo di Ateneo (Aleph500). In questi stessi anni si procede alla catalogazione dei periodici in ACNP, Catalogo italiano dei periodici.

Grazie a questo lavoro, la Biblioteca ha informatizzato tutto il patrimonio librario (ad eccezione di alcune migliaia di opuscoli storici di prossima catalogazione) ed è quindi possibile consultare on-line il catalogo delle monografie e dei periodici.

I successivi Direttori della Biblioteca sono stati il dott. Patrizio Napolitano (1 giugno 2009 - 8 novembre 2009), la dott.ssa Giovanna Ameno (9 novembre 2009 - 28 febbraio 2015). Dal marzo 2015 il Direttore della Biblioteca è il dott. Nicola Madonna.

Con DG/2013/574 del 14.02.2013 la Biblioteca Centrale della Facoltà di Agraria è diventata Biblioteca di Area Agraria e afferisce al Sistema Bibliotecario di Ateneo, rispondendo alle esigenze della didattica e della ricerca del Dipartimento di Agraria.

A partire dagli ultimi mesi del 2016 il Dipartimento di Agraria, la Biblioteca di Area Agraria ed il Centro MUSA hanno concordato una nuova sistemazione degli spazi della Biblioteca all'interno della Reggia che fosse in linea con quanto stabilito nella Convenzione ... per la valorizzazione e la fruizione pubblica della Reggia di Portici stipulata il 21 giugno 2013 tra questi Enti e la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Napoli e Provincia. Nella Convenzione si stabiliva in particolare di «destinare gli spazi del piano nobile della Reggia ad Area Museale».

Pertanto, a partire dalla fine del 2016 la sala interna non fa più parte della Biblioteca. I periodici e tutti gli altri materiali in essa conservati sono ora conservati in altre stanze al primo piano della Reggia, situate nella zona dell'ex Teatrino di Corte.

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¹ Su gentile indicazione dell'Autrice, questi primi tre capoversi sono stati ripresi dalla Presentazione del Catalogo dei periodici posseduti dalla Biblioteca e dagli Istituti della Facoltà, a cura di Marina Guardati, Napoli 1966.