Storia della Biblioteca

La Provincia di Napoli, acquistato dal Demanio l'ex Palazzo Reale dei Borboni di Portici (Legge 3 luglio 1871), lo assegnò alla Regia Scuola Superiore di Agricoltura, istituita dal Ministero dell'Agricoltura con Decreto del 14 gennaio 1872.

Tale Scuola divenne dall'anno scolastico 1924/25 Istituto Superiore Agrario e poi dall'anno accademico 1935/36 Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli.

Alle origini della Scuola (1872) si ricollegano le origini della Biblioteca il cui patrimonio librario (volumi e periodici), sorto in seguito ai primi acquisti, ebbe un notevole incremento dovuto agli scambi di pubblicazioni con gli Enti di tutto il mondo tramite l'Annuario pubblicato dal 1878 al 1898, poi divenuto Annali della Regia Scuola Superiore d' Agricoltura in Portici (fino al 1935), infine Annali della Facoltà di Agraria di Portici (dal 1937 fino al 2004, anno in cui è terminata la pubblicazione degli Annali).

Fin dall'inizio fu assegnata alla Biblioteca la grande sala di m. 19,40 x 9,50 adibita a sala di lettura e deposito di opere singole; ad essa fu annessa, in seguito, una sala attigua di m. 15 x 9,50, che attualmente funge da sala aperta per la consultazione in loco dei periodici correnti. Già nel 1906 la Biblioteca della Scuola Superiore di Agricoltura che comprendeva 15.600 opere compresi 5.200 opuscoli e 150 periodici era definita da illustri studiosi la più importante del Regno, dopo quella del Ministero a Roma, per tutto ciò che riguardasse opere e pubblicazioni agrarie periodiche.

Negli anni successivi la Biblioteca si arricchì per l'importante dono, nel 1918, della Biblioteca Comes consistente in 1.757 volumi tra cui 181 di Miscellanee riguardanti diverse branche delle Scienze naturali e dell'Agricoltura, e, nel 1919, per il dono di 324 volumi, tra cui 12 di Miscellanee, della Biblioteca Baldassarre.

Con il passaggio dell'Istituto Superiore dal Ministero dell'Agricoltura al Ministero della Pubblica Istruzione, fu necessario procedere ad un nuovo inventario e, in quell'occasione, molti volumi passarono dalla Biblioteca di Facoltà alle Biblioteche dei vari Istituti che li caricarono sui propri inventari.

Nella seconda guerra mondiale molti locali della Facoltà furono occupati dagli Alleati per oltre due anni e in questo periodo andarono smarriti più di 2000 volumi.

Dopo il 1950 la scaffalatura e gli armadi in legno, diventati del tutto vetusti e insufficienti, furono sostituiti completamente con scaffalature metalliche a due piani e iniziò nel 1955 la fase di riorganizzazione e sistemazione di tutto il patrimonio librario. Per l'attuazione di tale riordino, la Biblioteca si è avvalsa nel tempo dell'opera di personale bibliotecario che ha schedato i volumi secondo le regole italiane di catalogazione per autori (RICA), ed ha adottato la Classificazione Decimale Dewey anche per la collocazione dei volumi negli scaffali. Il maggiore impulso in tal senso è venuto dalla dott.ssa Marina Golia Guardati, entrata in Biblioteca nel giugno del 1959 e che in un primo tempo coadiuvò la prof.ssa Valeria Mezzetti Bambacioni, responsabile della Biblioteca, per poi diventare la prima Direttrice della Biblioteca. A Marina Guardati si deve l'introduzione della Classificazione Decimale Dewey per la ricollocazione dei volumi (primo esperimento in Italia dopo la Biblioteca Nazionale di Firenze) e l'edizione di un Catalogo dei periodici posseduti dalla Biblioteca e dagli Istituti della Facoltà (prima edizione nel 1966, seconda edizione nel 1970). Proprio in questi anni infatti fu curato in modo particolare l'aggiornamento dei periodici rimasti sospesi, la soppressione delle lacune in quelli esistenti, l'acquisto di nuove riviste e opere singole mentre un nuovo impulso fu dato ai cambi con gli Annali della Facoltà.

Sempre numerosi sono i doni di opere singole tra cui il dono Ierna (1951) di 375 volumi, il dono Bottini (1984) di 67 volumi e il dono Sarli (1998) di 107 volumi.

Nel giugno 1977 Marina Guardati lascia definitivamente la Direzione e la Biblioteca viene affidata alle cure di giovani bibliotecarie, anche se la responsabilità formale passa al prof. Ermenegildo Tremblay. Solo qualche anno più tardi, la Direzione sarà affidata ad Olimpia Petriccione, che guiderà le sorti della Biblioteca fino al pensionamento (31/5/2009). Sono gli anni dell'automazione: sarà la Petriccione a portare l'intero catalogo delle monografie prima nel SAB (Sistema Automazione Biblioteche), poi nel Catalogo di Ateneo (Aleph500). Nello stesso tempo, le riviste vengono tutte catalogate in ACNP, Catalogo italiano dei periodici.

Grazie a questo lavoro, la Biblioteca ha informatizzato quasi completamente tutto il patrimonio librario ed è quindi possibile consultare on-line il catalogo delle monografie e dei periodici.

Dal 2009 ad oggi si sono succeduti alla Direzione della Biblioteca Patrizio Napolitano, Giovanna Ameno e - dal 2015 - Nicola Madonna.

Con DG/2013/574 del 14.02.2013 la Biblioteca Centrale della Facoltà di Agraria è diventata Biblioteca di Area Agraria e afferisce al Sistema Bibliotecario di Ateneo, rispondendo alle esigenze della didattica e della ricerca del Dipartimento di Agraria.

A partire dagli ultimi mesi del 2016 il Dipartimento di Agraria, la Biblioteca di Area Agraria ed il Centro MUSA hanno concordato una nuova sistemazione degli spazi della Biblioteca all'interno della Reggia che fosse in linea con quanto stabilito nella Convenzione ... per la valorizzazione e la fruizione pubblica della Reggia di Portici stipulata il 21 giugno 2013 tra questi Enti e la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Napoli e Provincia. Nella Convenzione si stabiliva in particolare di «destinare gli spazi del piano nobile della Reggia ad Area Museale».

Pertanto, a partire dalla fine del 2016 la sala interna non fa più parte della Biblioteca. I periodici e tutti gli altri materiali in essa conservati stanno per essere riposizionati in altre sale messe a disposizione del Dipartimento in seguito a questa risistemazione complessiva degli spazi bibliotecari all'interno della Reggia.